mercoledì 24 aprile 2019
24.02.2012 - Alice Borutti

Sanremo: quale futuro per il patrimonio immobiliare d'interesse storico artistico?

Oggi pomeriggio alle ore 17 a Villa Nobel, la Famija Sanremasca ha tenuto un'incontro dedicato al futuro del patrimonio immobiliare cittadino d'interesse storico-artistico.

Il Prof. Fulvio Cervini, docente di Storia dell'Arte Medievale all'Università Firenze e l'Arch. Ennio Scarella, coordinatore dei restauri di villa Angerer, hanno colto oggi l'invito della Famija Sanremasca a lanciare alla cittadinanza un grido d'allarme per il serio rischio di perdere larga parte del patrimonio culturale cittadino. Questo incontro è stato promosso al fine di formare un gruppo d'opinione formato da rappresentanti di associazioni o organismi votati alle attività culturali, per elaborare delle proposte, provando a fare qualcosa in qualità di cittadini prima di attendere una risposta da parte della politica.

Iniziando con una panoramica sui beni in pericolo, l'Arch. Scarella ha ricordato come il restauro villa Angerer sia cominciato nel 1997-'98 con l'incarico al Prof. Portoghesi, il primo intervento è stato il rifacimento copertura onde porre rimedio alle infiltrazioni di acqua piovana, causa principale dei danneggiamenti interni. La seconda fase del 1999-2000 ha interessato il consolidamento strutturale a causa del cedimento delle fondamenta dell'edificio  nell'angolo sud-ovest, comportante una palificazione e la messa in opera di un cordolo armato. Il Prof. Portoghesi nel 2005 ha poi presentato il progetto di restauro definitivo, portato avanti fino al 2009, finalizzato al recupero totale della villa con destinazione d'uso di tipo museale, con capacità di ospitare mostre anche d'interesse internazionale. I lavori non sono stati purtroppo terminati perchè il restauro ha comportato operazioni più complesse e costose rispetto alle previsioni. Si è pensato così di prediligere la parte del restauro conservativo rispetto alla parte inerente la predisposizione dell'impiantistica per renderlo usufruibile. Uno dei grandi problemi del recupero degli edifici liberty consiste nel recupero degli elementi decorativi in ferro, in maiolica e in vetro. Diversi elementi decorativi come pitture murarie e addirittura un finto soffitto a cassettoni in gesso-finto legno erano coperti da una mano di bianco, l'indagine stratigrafica ha permesso di riportare tantissimi elementi alla luce, anche i giochi d'acqua delle grotte artificiali del giardino sono stati riscoperti ma non ripristinati. 

Pare che attualmente il restauro (e non la messa a norma dell'edificio per fini museali) sia completo solo al 60%, restano da terminare tutto il giardino e il 50% del pianterreno. I lavori sono fermi dal 2010 e finora il restauro è costato 2milioni e 300mila euro: ne mancherebbero altri 2 milioni per terminare il progetto iniziale. Purtroppo non finisce qua, poichè siccome la villa è chiusa al pubblico,  la mancanza di ricircolo d'aria, l'assenza di un custode-manutentore e la possibilità di nuovi atti vandalici, rischiano di vanificare i lavori e i soldi finora spesi.

Il Prof. Cervini ha quindi delineato la ragione della preoccupazione condivisa dalla Famija Sanremasca e dalle associazioni presenti, in quanto il patrimonio artistico fa parte dell'identità di una popolazione. Purtroppo la Liguria nei libri di architettura è oggi citata come esempio di abusi edilizi e colate di cemento in aree d'interesse naturalistico, occorre ripensare al rapporto tra antropizzazione del territorio e specificità naturalistica del territorio. Sanremo è stata per un certo periodo un laboratorio di sperimentazioni di forme architettoniche, specialmente nell'architettura di loisirs, d'interesse internazionale, questo grazie alla presenza di artigiani sanremaschi abili nell'eseguire le forme previste dallo stile eclettico.Non ha senso riportare in vita gli edifici storici senza inserirli in una rete di ambienti che diano senso e respiro all'edificio stesso. Cervini ha quindi proposto la candidatura dei luoghi di villeggiatura storica del ponente ligure (Alassio, Sanremo, Bordighera, Villa Hanbury) a patrimoni dell'umanità presso l'UNESCO. Il vero problema del recupero del patrimonio immobiliare storico-artistico consiste nel progetto di riconversione destinazione d'uso e di quali ritorni, economici, sociali, culturali ci si aspetti a beneficio della cittadinanza.

Pochi i politici presenti, tra i quali il consigliere comunale Gorlero che ha ricordato quanto versi in cattive acque il bilancio del Comune di Sanremo e ha ricordato la proposta di separare il bilancio del Casino' da quello del Comune. Stiamo andando verso il collasso del Comune di Sanremo, è stato ipotizzato un buco di 6 milioni di euro ma considerando una stima di entrate dal casinò di Sanremo (che per Gorlero probabilmente non ci sarà) di 60 milioni di euro. Gorlero stima in 14-15 milioni di euro l'ammanco nei prossimi tre mesi. Il problema del patto di stabilità che impedisce i pagamenti alle imprese che hanno già eseguito lavori e inibisce le nuove opere, non è colpa dell'attuale amministrazione, perchè questa situazione ha molteplici cause. Si è proposto di inserire a patrimonio nel bilancio del Casino' villa Angerer e altre ville, preambolo della loro cessione: non si risolve così questo problema di carattere generale, comune a tutti i comuni italiani, occorre valutare correttamente se usare l'extrema ratio della vendita del patrimonio immobiliare comunale oppure no per coprire le spese di gestione ordinaria della città.



 

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