domenica 9 agosto 2020
23.09.2011 - Donatella Lauria

Appello del Consigliere Regionale Scibilia:"non chiudiamo il Tribunale di Sanremo"

Sull'argomento il rappresentante regionale del Pd ha presentato una mozione a Palazzo Fieschi

"Per ubicazione territoriale e numero di cause trattate, il Tribunale di Sanremo e la sezione staccata di Ventimiglia rivestono un’importanza strategica in un territorio che registra una forte presenza della criminalità organizzata".

Si basa principalmente su queste motivazioni la mozione presentata ieri mattina dal Consigliere Regionale Sergio Scibilia del Gruppo del Partito Democratico circa la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio imperiese. La mozione chiede un diretto impegno del Presidente Burlando “Ad intervenire presso il Governo, il Ministero competente e i Parlamentari liguri, di concerto con gli enti locali e le categorie professionali interessate, affinché si intervenga sulle modalità di attuazione della ridistribuzione del territorio della Provincia di Imperia di tutti gli uffici giudiziari, secondo esigenze di attualità e non emergenziali, mantenendo tutti gli uffici ove oggi si amministra la Giustizia con efficienza e operatività, senza creare disagi ai cittadini ed agli operatori del settore”.

“Con l’ultima manovra finanziaria, il Governo ha previsto la necessità di garantire la permanenza degli uffici giudiziari esclusivamente nei capoluoghi di Provincia, procedendo alla soppressione delle altre sedi – spiega Scibilia - Questo nuovo sistema organizzativo comporterà una pesante revisione degli attuali uffici giudiziari e concretamente mette a rischio la sede storica di Sanremo e la distaccata di Ventimiglia. Una scelta caduta dall’alto , studiata con criteri sbagliati che non rispondono alle reali esigenze socio-economico-territoriali di tutti gli uffici dove si amministra giustizia, siano essi del Giudice di Pace, del Tribunali e della Procura. In particolare la scelta di chiudere Sanremo penalizza un territorio dove si registra una forte presenza della criminalità organizzata. Credo che la geografia giudiziaria non possa essere oggetto di interventi affrettati e sommari ma necessiti di un attento e approfondito esame della struttura socio-economica dei singoli territori e di un’analisi qualitativa che risponda ai reali bisogni delle specifiche realtà locali”.

 


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