giovedì 12 dicembre 2019
02.07.2012 - Alice Borutti

Tragedia dell'Aurelia bis, la famiglia Carassale si costituisce parte civile

La famiglia di Michela Carassale rifiuta il risarcimento offerto e si costituisce parte civile al processo per omicidio colposo plurimo a carico di Gian Maria Vignoli, l'avvocato alla guida del Suv che colpì l'Agila sulla quale viaggiavano le tre ragazze di Ceriana decedute nello scontro. Prossima udienza il 29 ottobre.

Gli avvocati difensori di Gian Maria Vignoli avevano presentato istanza di patteggiamento per l'assistito, accusato di omicidio colposo per la morte delle tre ragazze di Ceriana, Anita Baronio, Sara Ceriolo e Michela Carassale, decedute nella notte del 24 agosto scorso mentre, viaggiando su di un Opel Agila nella galleria dell'Aurelia bis all'altezza di San Pietro, furono colpite in pieno dall'Audi Q5 di Vignoli.

L'avvocato sanremese di 45 anni ha sempre sostenuto di non ricordarsi nulla della dinamica dell'incidente e che questo avrebbe potuto anche imputarsi al diabete di cui soffre da tempo, i suoi legali, l'avv. Alberto Bellotti e l'avv. Fiorella Moret avevano presentato istanza di patteggiamento. Il padre di Michela Carassale non ha accettato il risarcimento da parte dell'assicurazione dell'Opel Agila e si è costituito parte civile. 

L'udienza è stata rinviata al 29 ottobre, GUP Laura Russo.


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